Il caso #destinazionemarche: il cantico dello STOLTO

Ecco fatto, tra una risata, qualche prova, dimostrazioni su siti professionali, tutti leggono, tutti fanno corsi, tutti scrivono…

*stolto – stól·to/aggettivo

Che dimostra una ridotta capacità mentale e intellettuale, e quindi, spesso, una grossolana ingenuità (talvolta anche s.m., f. -a ); mancante di senso pratico: una s. deliberazione; sciocco e indisponente. “una s. presunzione”

Quando il web implode… lo STOLTO ci casca!

C’è da tirare le somme e farsi delle domande:

  • Che cazzo scrivono?
  • Che cazzo studiano?
  • Che cazzo capiscono?

Sono tutti professionisti… ma nessuno che abbia cognizione di quello che fa e cosa siano gli strumenti roBOTici che ormai sono la “maggiore” nel nostro web moderno. Si parla di CHATBOT in Messenger e nessuno che capisca che sono solo l’evoluzione di quello che da un decennio esiste in rete!

Cerchiamo di capire i fatti.

Antefatto? No… il mis-fatto e le accuse a mezzo stampa sul Resto del Carlino

Un giorno arrivi a leggere in un gruppo di Facebook legato al SMM (di Miram Torrente e tra i più grandi d’Italia) e ti trovi catapultato in un discorso che davvero lascia molto perplesso chi conosce due dati, la rete e come funzionano i Social Networks (questi sconosciuti!…).

Notiamo bene che siamo tra professionisti: inutile discutere sul fatto che io non sono nessuno e che non capisco un cazzo di siti, di web, di SEO… Lasciamo perdere anche che io forse non ho compreso a cosa servono e cosa sono i BOT; e giacché non li conosco, da stolto, posso mai accusare qualcuno di utilizzarli o peggio, di acquistare dei profili fasulli per accrescere il numero di interazione (mipiace) e di engagemet? Ma quando mai…

Alfredino… parte in Quarta!!

alfredo quarta resto carlinoCi riesce invece un giornalista sul “RESTO DEL PIRLINO”… un tale: Alfredo Quarta. Mai più “beffardo” cognome poteva avere! Nemmeno a dirlo, è partito “in quarta” ed ha fatto tutta una serie di considerazioni che davvero mi hanno fatto sorridere.

Uno STOLTO in preda a un raptus di ignoranza pura in una congettura che fa davvero sorridere i veri puristi e tutti i programmatori. Perché?

Perché la sua suona come la più grossa BUFALA che si sia mai scritta sul mondo del web degli ultimi tempi!

Ma come si fa a scrivere quello che ha scritto senza nemmeno avere un contraddittorio? Non dico di interpellare direttamente i responsabili del progetto social delle Marche, ma quanto meno sentire qualcuno che la pensa in maniera differente, anche solo un parere…

E invece no; per farci ridere, hanno prodotto, Alfredo Quarta e il giornale per il quale scrive, il Resto del Pirlino, una burlonata che passerà alla storia come la “bolla” (in bolognese la bolla è una scoreggia) del BOT “pirlino”, cioè: lui!

BOT strategy.. TWO BOT IS MEGLIO CHE ONE

Adesso… mi domando e dico, ma per la miseria, cosa diavolo è passato per la testa ad Alessandro Cola nell’additare uno staff intero, i suoi vertici e tutto l’entourage in questo “palese” caso di BOT strategy? Scrivere in gruppi, sulle sue pagine ed in giro per tutto il web? Non mi si dica dopo che ha sollevato il problema BOT che mi fate sorridere davvero!

È dal 2013 che stiamo rompendo le palle a tutta la comunità digitale (che sa e che tace) e nessuno muove (figurarsi…) il culo!

BOT strategy che va chiarito: non della regione Marche e dello staff social! Ma del solito e noto social network, la vostra gabbietta preferita, dove solitamente scaricate, come degli stolti, tutta la vostra saccente presunzione sul NULLA: FACEBOOK!

Che sia un palese “tentativo” di screditare l’operato dello staff di Destinazione Marche, Giorgetti e tutto quel mondo digitale? A qualcuno non è sorto questo dubbio? No?

Marche Tourism

Il caso #marchetourism: le considerazioni di Alessandro Vitale​, DBATrade​.

Il caso #destinazionemarche“Benvenuti nel mondo dei balocchi, dei #bot, dei profili #fake e della politica dei numeri social e non solo; vogliamo parlare delle view ai video? Marche? Non andate ad indagare su #instagram ed #igers altrimenti vi prende male!

In merito ho scritto molto, è un discorso vecchio, ma non fa male sollevare il problema: questo tipo di fan arrivano anche profilando bene, è un male comune e qualcosa che accade da tempo anche fuori il contesto #facebook. #AdWords non è immune, per esempio.

Sono anni che mi batto sulla veridicità dei sistemi informatici e sulle bolle mediatiche date da questi numeri relativi; se si vuole credere a Facebook, non posso impedirlo, ma si può fare qualche ricerca approfondita, su argomenti di largo interesse, scoprendo che si può profilare al meglio, ma indiani, pachistani, cinesi, lituani ecc… finiranno sempre nella propria sponsorizzazione.

Questo è determinato dalla combinazione di utilizzo di due strumenti fondamentali: profili falsi e BOT. Quanti conoscono queste cose? Si può continuare a fare i docenti di corsi e scrivere libri, ormai la bolla dei numeri è prossima ad esplodere.

In ogni caso, nel caso specifico, non è detto che siano comprati. Magari è stata fatta una semplice sponsorizzazione su un post e capita che tanti BOT interagiscano con il profilo.

Si è scoperto, in modo marginale, quel mondo che fa “numeri” nei #socialnetwork. Instagram lo si è mai analizzato? Si farebbe bene a farlo per comprendere il volume di traffico reale rispetto a quello prettamente robotico (30% – 70%).

Il Garante potrebbe essere il giusto arbitro in una situazione come questa.

Senza per questo mettere in dubbio nessuno, la buona fede non la discute nessuno, ma il problema è che numeri e APT sembrano essere spesso “non coerenti”. Nessuno, ripeto nessuno, è esente da traffico BOT in social network come Facebook e Instagram.

Engagement e fan non fanno interazione.”

#brandjournalism – #socialjournalism – #socialmediamarketing

#destinazionemarche una novità o la solita e noiosa bolla di BOT?

Nulla di nuovo per chi mi legge. Le solite cose, quasi “noioso” come disse qualche tempo fa Claudio Gagliardini; ma oggi rispondo anche a lui e gli chiedo:

Ora che si fa? La comunità dei “buffoni” da palcoscenico e dei corsi di Web Marketing e Social Media Marketing “tanto al chilo” lo hanno imparato una volta per tutte che il web non è terra di nessuno oppure no?

Chi aspettiamo per chiedere merito se sia logico utilizzare espedienti come già ampiamente descritto per il caso IGERS ITALIA e su quanto è capitato proprio da loro nella regione Marche; regione e Team Social che io mi sento di difendere per due buoni motivi:

  1. Investe e crede in una promozione regionale attraverso i media digitali e lo fa; bene o male, ma lo fa!
  2. CHIUNQUE può intercettare una ADS (Facebook Ads è la piattaforma per fare Advertising su Facebook e Instagram) e comprare “tanto al chilo” 10.000 followers, “mipiace” e destinarli alla pagina, al post, alla singola sponsorizzazione!

Poi che fate? Segnalate l’anomalia a una testata giornalistica che “non verifica” la fonte, i dati, non crea un contraddittorio, ma un caso di STOLTO allo sbaraglio con una evidente e saccente spocchia sul nulla di un giornale che in qualità di mezzo d’informazione dovrebbe avere l’obbligo di garantire la verità e l’obbiettività delle informazioni che stampano?

Adesso dovrei aspettarmi che l’ordine dei giornalisti mi “richiami” per aver detto che Quarta, un iscritto all’albo, un giornalista del Resto del Carlino è stato da me definito come “stolto” in materia digitale?

Che mi smentisca allora! Hehehehe

Magari un richiamo a lui? Una sanzione? Chi faccio ridere, vero? Nessuno farà nulla, ma prima di partire “in quarta”, la prossima volta sarà il caso che lui veda anche le altre “marce” a disposizione… è vero Alfredino?!! Questa ti è venuta come una “marcetta” da “quarta” spompa!!

Sharing Spam compulsivo e “seriale”… virale è altro!

Il caso #destinazionemarcheOvvio che, dopo aver approfondito di “Alfredino”, non potevo non evidenziare chi si è prodigato di far girare la notizia e la pagina del “misfatto” il più possibile.

Emanuele Zallocco, da vero “allocco” è caduto nella trappola della “disinformazione di massa” a mezzo stampa e non ha fatto altro che condividere compulsivamente e taggando chiunque relativamente a quell’articolo.

Non me ne voglia Emanuele, ma anche la sua considerazione a presentazione della foto del giornale sembra quella di un “vero esperto” del web, un profondo conoscitore del social network, della politica e del mondo della comunicazione; e allora gli chiedo:

E se invece degli esterni a quel gruppo hanno montato a mestiere una campagna scalandola e drogandola con 2 dollari di “mipiace” fasulli? Lo certifica lui che sono stati i ragazzi del Social Media Team?

Mi piace o non mi piace... questo è Facebook

Social Media Manager

Vedete… è facile giudicare… Io non ho queste certezza, ma ho notato una anomalia nel tipo di sponsorizzazione fatta in un post.

Nulla di drammatico, può capitare a chiunque; anche se, a dire il vero, a un social media team, la tirata d’orecchie doveva essere fatta; detto questo però, i numeri ci sono e non sono cattivi (a vederli dall’esterno).

Non è stato un unico caso di sharing compulsivo, per parità di gender, cito una su tutte, quella che più mi ha fatto sorridere: Eleonora Antonelli!

Una impiegata di Confcommercio di Macerata che si è presa la briga di vestire i panni di “avvocato del diavolo” (amica di Ilaria Barbotti) e di discutere animatamente su bacheche altrui, condividere ovunque come l’amico di cui sopra, di non aver capito nulla di quello che c’era scritto nell’articolo!

E si, perché poi i numeri parlano chiaro e anche la dimostrazione che segue è una ulteriore prova di quanto affermo; come avvocato… mi ha deluso, speriamo che come impiegata, non immagino in che ruolo, spero possa avere più fortuna; come social media manager lascerei fare a chi ne sa qualche cosa di più di lei!

L’errore #destinazionemarche l’ho replicato in un mio esperimento:

Il caso #destinazionemarche  Il caso #destinazionemarche

Il caso #destinazionemarche Il caso #destinazionemarche

Il caso #destinazionemarche
Ho investito 5 euro di pubblicità ADS di Facebook sponsorizzando un mio vecchio post. Il risultato è stato che la maggior parte delle persone che sono atterrate sull’annuncio, sono arrivate dall’Indonesia, India, Bagladesh…

Come vedete è in italiano… ma il target Paese è stato indirizzato a 11 paesi tra cui l’Italia. Secondo voi chi ha vinto? Lo riuscite a immaginare oppure avete bisogno di ingrandire le immagini?

Insomma, Indonesia, Bangladesh, India… mercati emergenti, BOT ed affini sono comunque una fonte di reddito per quelle popolazioni a crescita esponenziale: perché non dovremo subire noi la loro presenza numerica?

Considerate l’India e la quantità di persone rispetto al territorio/superficie italiana e il numero di persone che popolano quelle terre e noi; abbastanza evidente il divario non credete?

Loro sanno cos’è un BOT e li usano. Noi invece se vediamo due (2) numeri differenti chiediamo le dimissioni di uno staff? Peggio che in politica!… Quando i politici sono inquisiti, condannati, restano dove sono e continuano a gestire soldi dei contribuenti… e nessuno si scandalizza!

Non mi sono venduto al diavolo, ma se lo conosci, sai come vederlo ed evitarlo. C’è qualcuno che già in passato mi ha accusato di essere un hacker; per me è una medaglia al valore se serve a fare cultura in questo paese!

AGGIORNAMENTO 02/02/2017

Per pura integrità morale, devo dare atto allo staff di The Marche Experience ed a Emanuele Zallocco, a seguito di una serie di scambi di opinioni avvenuti in Facebook, che la chiusura al traffico alla pagina di paesi come India, Bangladesh ed altri, è l’unica soluzione possibile per eliminare parte del problema ADS e utenti “non chiari”.

Parlare di FAKE è relativo, sarebbero da controllare singolarmente per affermarlo, ma facciamo finta che interagiscono su sponsorizzata in piena emotività richiamati dall’immagine, comunque è un utente reale e non FAKE, ma trascuriamo questo dato.

Come da immagine a lato, ho ripetuto l’esperimento di cui prima, ma da altra pagina Facebook.

Ebbene.. su 31 INTERAZIONI (mipiace) 16 sono FUORI TARGET ITALIA come impostato invece da mia specifica profilazione (solo ITALIA).

Allora qualche cosa davvero non va, perché io quei click li pago! BOT o no, ho fatto anche altro: messo in pausa la campagna e rilanciata più volte… risultato è stato vedere quasi subito una azione di “mipiace” NON IN TARGET.

Algoritmo? Casualità?

Il problema c’è, mi chiedo come mai a Facebook “scappino” click fuori profilazione o impostazione dell’advertiser. Ho anche controllato alcuni dei profili esteri, nulla di anomalo, città e nazione sono presenti, profili quasi tutti reali (2 dubbi su 16).

Destinazione Marche
Il caso #destinazionemarche

Il caso #marchetourism: le conclusioni di Virtual14.

“Abbiamo voluto ricostruire la questione che si è creata, in questi giorni, intorno a Marche Tourism​, perché ci è sembrato positivo che, dal dibattito scaturito da un caso specifico, si fosse aperto un canale di discussione sui social network e, soprattutto, sulla presenza di BOT e profili FAKE che possano inficiare l’uso di questi mezzi come strumenti di business.

Ci è piaciuto il coraggio di Alessandro Cola nell’evidenziare la situazione in una delle community di addetti ai lavori, la trasparenza di Sandro Giorgetti​ nel ripercorrere il lavoro suo e del suo staff, rivendicando con orgoglio qualità e buona fede, così come ci fanno riflettere, e non poco, le considerazioni, anch’esse molto precise, di Alessandro Vitale​.

Chiunque si occupi di digital dovrà confrontarsi con questi temi.”

#brandjournalism – #socialjournalism – #socialmediamarketing

Certo che il web è strano… È dal 2013 che io ed altri scriviamo del problema. Ora sembra che tutto il mondo digitale si svegli e scopra l’Eldorado! Ma fate sul serio o scherzate? Come fa un professionista del web a non conoscere queste cose? E poi… chi dice che quei profili sono FAKE e non un errore di profilazione?

Chiunque si occupi di DIGITALE dovrà confrontarsi con questi temi?

L’affermazione/domanda è di Michele Bosco Andretta, non solo la condivido, ma rivolgo a lui l’annosa domanda:

Ma allora tanti libri? Tanti corsi? La fiera della Fuffa? Il Festival dei miei BIT? A cosa serve tutto questo se poi il mondo che “dice” di lavorare in questo settore non ne conosce i retroscena effettivi e che, potenzialmente, generano anche dei valori? Dei numeri… quello sicuro, ma allora quanto vale quanto fanno e scrivono??

Ho capito, sono un pazzo visionario che vede complotti ovunque, tra poco qualcuno dirà che sono un amico intimo di Beppe Grillo?!

Marche tourism

Interessante l’intervento di Simona Simo Ronchi che scrive:

Sto leggendo la storia di Marche tourism e la diatriba aperta da Alessandro Cola dall’agenzia Xplace – Digital Agency. Ho anche visto il kpi allegato ieri dal responsabile Sandro Giorgetti ed ho iniziato a confrontarmi con Chiara Palmieri e Eleonora Antonelli, che a quanto pare hanno il dente avvelenato (anche se non capisco perché).

Ho anche parlato con un po’ di gente e tutti mi hanno detto che dietro a questa storia c’è l’ambizione degli Igers di avere un ruolo. Alessandro Cola ha fatto articoli e commenti in tanti account diversi proprio per parlare dei numeri, ma quando questi vengono dati nessuno ha più proferito parola.

A questo punto dico: tirate fuori i dati delle vostre attività professionali, così da capire se predicate bene ma razzolate male! Tutti quelli che operano nel mondo professionale dei social network sanno che gli Igers, ad esempio, utilizzano bot…

Casualmente ho conosciuto l’attività del social media Team, e questa storia sta facendo male a noi che viviamo nei territori delle Marche! Volete vedere come stati spesi i soldi pubblici affidati al team?

Fatevi un giro tra le strutture ricettive del territorio e chiedete, invece di stare qui, a pontificare, criticare e spargere fango!

Leggete questo link di DBATrade, per buoni intenditori…

Cara Simona, potendo… ti stringerei la mano; sono stato accusato di essere troppo tecnico, il fatto è che pensavo di parlare con dei tecnici!!

Conclusioni

C’è un web che ormai è malato.

C’è ancora chi non conosce le dinamiche che animano i social network, chi invece ne sfrutta le lacune e si pone come GURU del momento. Tanti scrivono, tanti altri fanno libri su libri, ma in sostanza… La sostanza non cambia se non c’è unione di visione e anche meno ipocrisia almeno tra gli addetti ai lavori, non cambierà mai nulla!

Ci sono RESPONSABILITÀ politiche come Agenda digitale che non ha digitalizzato un cazzo se poi, in rete, non abbiamo ancora una struttura adeguata alla verifica dei TRUST e anche delle FRODI con l’inganno dei numeri.

Ci vogliono REGIONI come quella delle MARCHE che dovrebbe DENUNCIARE alle autorità competenti, AGCM dovrebbe con la POLIZIA POSTALE dare delle risposte ad un uso CRIMINOSO della rete che è ormai in balia solo di alcuni furbi come già descritto per il caso Instagram per esempio.

Maga Magò MEME

© Walt Disney

Non si comprende come sia possibile che si possano usare nomi a dominio che hanno nel loro interno il nome di un’azienda come Instagram.

Sarebbe auspicabile che i TEAM collaborino tra ADDETTI ai lavori per limitare queste situazioni e non accusarsi; questo per un doppio effetto che si potrà capire solo quando i numeri, quelli veri, daranno dei risultati certi e non relativi come quelli della politica che tanto chiacchiera e che di fatto non cambia mai nulla machiavellicamente.

Per i giornali ed i giornalisti… mi aspetterei una denuncia anche all’ordine dei giornalisti: è davvero inconcepibile che scatenino bufera e non prendano mai dei provvedimenti seri perché si faccia al meglio quel lavoro che deve essere d’informazione e non di accusa per sentito dire…

Una risposta decisa forse è quella che è mancata e che potrei suggerire a Giorgetti (responsabile del Team Social della regione Marche), ma non ci aspettiamo il silenzio che invece Ilaria Barbottisul caso Marche che l’ha interessata con la SUA Associazione Instagramers Italia, ha operato verso di noi, ma non solo verso di noi: anche verso gli stessi suoi associati che le chiedevano in merito; è vero Ilaria?

 

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