Comunicazione politica e social media: propaganda a mezzo web!

Comunicazione politica e social media: propaganda a mezzo web!

2016-08-12 2 Di Suppostaweb

In era di digitale non è esclusa la comunicazione politica. Non poteva mancare e non potevano mancare nemmeno “gli esperti” della comunicazione digitale per la politica. Ad avvalorare competenze gli immancabili saggi da “gabinetto” in testi stampati di improbabili autori/autrici nati dal web.

Comunicazione politica e social media

Comunicazione politica e social media? La vostra ora è suonata…

Comunicazione politica e social media?

Bisogna fare chiarezza. Capire in che contesto ci si muove; non è tanto semplice come vogliono farci credere. L’ideale sarebbe far studiare nelle scuole la Costituzione italiana e poi i Promessi Sposi, non me ne vogliano i puristi dell’italiano, ma tra politica e satira, la storia calzerebbe a pennello e vedremo perché.

Costituzione Italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI

  • Art. 1.
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
  • Art. 2.
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
  • Art. 3.
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [292 , 371 , 481 , 511 , 1177 ], di razza, di lingua [6], di religione [8, 19], di opinioni politiche [22], di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
  • Art. 4.
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
  • Art. 5.
    La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo [118]; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento [114 e segg., IX].
  • Art. 6.
    La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche [X].
  • Art. 7.
    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale [138].
  • Art. 8.
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge [19, 20]. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
  • Art. 9.
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
  • Art. 10.
    L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non e` ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici [26] (1).
  • Art. 11.
    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
  • Art. 12.
    La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Testo integrale: Costituzione Italiana

Perché citare la Costituzione Italiana nei suoi 12 punti fondamentali? Perché è la base del discorso tra “reale” e “digitale”, tra “fatti” e “menzogna”.

Il ruolo dei social media e la politica

Vittorio Sgarbi, libro Mattero Renzi

Vittorio Sgarbi commenta il libro di Mattero Renzi

Ovvio che “reclutare” persone attraverso il web non è sembrato vero ai “vetusti” dei partiti politici; arrivare in tempo reale alla base, vedere come le persone reagiscono attraverso la rete, un metro di misura non da poco; ma non è tutto oro quello che luccica.

Anche se a monte di studi, di lauree in comunicazione, spesso per mancanza di lavoro è indispensabile “collocarsi” in “nicchie” di settore e cercare il proprio spazio. Arrivato il Social, perfetti sconosciuti e superficiali conoscitori della politica e della storia italiana si sono improvvisati a fare comunicazione politica.

Avveniva quasi 6 anni fa, i primi che commentavano via Twitter i fatti di politica. Anche la crossmedialità (parolaccia indescrivibile) ha permesso a redazioni di programmi televisivi (talk show) di “reclutare” persone “popolari” della rete e portarli davanti a telecamere.

Ecco come la televisione ha agganciato l’opportunità dei social per “misurare” in tempo reale reazioni e popolarità degli stessi programmi televisivi attraverso la rete. Cercare quindi di andare oltre il canale televisivo portando in televisione commentatori “non esperti di politica”, ma popolari.

Per loro l’effetto è stato opposto, quello/a che è andato/a in televisione… ha scritto il libro… ed immancabilmente si passa a fare conferenze, inviti a tutti gli eventi e non mancano mai; chissà perché!

Nascono così nuove figure professionali e non c’è da scandalizzarsi. Sono giovani arrembanti e “a basso costo” che generano “traffico” attorno a questi personaggi della scena politica italiana. Non c’è quindi da stupirsi se la comunicazione politica a mezzo social è delle più scadenti che si siano mai lette e viste negli ultimi 20 anni.

Ma torniamo alla Costituzione Italiana e vediamo il perché la Politica e questi pseudo comunicatori del “nulla millantato” non meritano altro che essere derisi e mandati a casa con i loro politici clienti:

La Corte Costituzionale

La Consulta
La Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.

Le motivazioni saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici. Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”.
Corte Costituzionale

Illegittimi della Repubblica

Il Governo di Mario Monti, i due Governi Letta, l’incarico a Renzi da parte di Giorgio Napolitano e la conferma dell’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non hanno nessuna legittimità!

Si sarebbe dovuta fare una legge elettorale che fosse ritenuta “legittima” e sciogliere le Camere, poi andare al voto. Non c’erano altre alternative e invece sono arrivati questi “figli illegittimi” della Repubblica.

Matteo Renzi e la comunicazione attraverso i social

Non è una novità, nessuno si scandalizza e già da quando girava in camper a rompere le scatole agli italiani in giro per la nazione, aveva uno staff a seguito nel camper e altri dislocati in sedi di aziende incaricate di fare comunicazione digitale. No, non è un attacco al Matteo social nazionale, di lui non me ne frega assolutamente niente e ribadisco il concetto che “NON È” il mio Presidente del Consiglio perché non è stato eletto dal popolo; qualcuno che vuole affermare il contrario?

Qualcuno del suo staff social e web? Scommetto che avreste molto da dire vero? Io di più!

Staff web e social in comunicazione politica di Matteo Renzi

Se leggete in giro per la rete, ne trovate di persone che vanno in giro a raccontare di essere state nello staff web e social di Matteo Renzi; se andate a fondo nelle storie, guardate nella rete, allora troverete tantissime assonanze anche per quelle che possono essere le successive collocazioni che determinate persone hanno avuto dopo la “NOMINA” da parte del Presidente della Repubblica (allora Giorgio Napolitano) a Matteo Renzi.

Una che ci riguarda da vicino ed è sempre lui, torna sempre come prezzemolino: Riccardo Luna. È stato messo al vertice dell’Agenda Digitale (fantasma) oltre ad aver acquistato il camper del Matteo toscano che tanto fa ridere i politici di tutto il mondo, non è così?

Guardate voi stessi:

Ma cosa non dicono questi comunicatori politici in social network e web?

Prima che qualcuno mi accusi di appartenere a una frangia armata del M5S, sappiate che non mi reputo nemmeno apolitico; sarebbe come far parte comunque di un movimento ben più grande delle forze politiche ufficiali. Sono un semplice cittadino che non ha intenzione di schierarsi e non accetta questo “non Stato” generato da un Colpo di Stato fatto direttamente da chi avrebbe dovuto difendere la Costituzione italiana: Giorgio Napolitano. Non è così? Forse mi sbaglio?

La Costituzione italiana dovrebbe essere modificata affinché non permetta a un singolo di poter scavalcare il primo articolo della Costituzione che sancisce, senza alcuna ombra di dubbio, che il “POPOLO” è sovrano.

Beppe Grillo brexit

Meme Suppostaweb: Beppe Grillo in occasione della brexit

Parlando proprio di Movimento 5 Stelle, sarebbe facile fare delle ironie; ma siccome parliamo di comunicazione digitale e di satira legata a questo mondo, la considerazione politico/satirica potrebbe facilmente indicare proprio i 5 Stelle come i “responsabili” dell’ascesa al potere di Matteo Renzi.

C’era da scegliere se formare un Governo con il PD e Pier Luigi Bersani (che è un politico serio in confronto ad altri), il male minore, ma significava prendersi delle responsabilità. Una volta al Governo, costringere il PD e Bersani anche con azioni forti, ma governando il paese.

Per non scendere a patti, il Movimento di Grillo non ha voluto tentare il bluff di Governo con il PD, ma hanno consegnato nelle mani del Presidente della Repubblica l’incarico di trovare un Governo.

Pensate sia satira? È la verità, è andata proprio così!

Napolitano ha così generato governi TECNICI oltre la Costituzione con il primo Governo affidato a Mario Monti, i due Governi Letta e poi il primo Governo Renzi che è stato confermato anche dal nuovo Presidente della Repubblica dopo l’abdicazione di Re Giorgio Napolitano…

Ma resta il dubbio di come la Consulta e la Sentenza della Corte Costituzionale abbiano definito illegittimi le modalità che ha porto ad essere eletti deputati e senatori, che nel frattempo, legiferano e hanno anche eletto un Presidente della Repubblica.

Queste cose, chi fa comunicazione politica, nemmeno nelle loro bacheche di Facebook le scrivono; professionisti? Giudicate voi!

Per come la vedo io, il Movimento 5 Stelle ci ha portato Renzi:
è loro compito “togliercelo dalle palle”!

Per pura satira, non ci dimentichiamo che anche loro, i 5 Stelle, stanno esercitando in un regime di “non costituzionalità” sulla quale “tacciono”, ma avrebbero potuto interrogare l’Europa, l’AIA, l’ONU e chi più ne ha più ne metta, ma in questo regime illegittimo, loro sono parte integrante!

Non era meglio fare un Governo con Bersani a questo punto?!?

Ma torniamo ai comunicatori politici professionali per social e web. L’esempio calza e credo si sia capito che non ho interessi di sorta, ma se dallo staff social di Renzi ci si vanta di aver fatto parte di quella squadra che lo ha portato ad essere quello che è… cari ragazzi, non me ne vogliate, ma non avete vinto con le primarie, non avete nemmeno vinto le elezioni.

Avete generato propaganda e gli esiti credo che siano abbastanza indiscutibili.

renzi-matteo-comunicazione-politica

Mi sono permesso di contestare una attuazione di una legge, il solito/a comunicatore politico esperto/a ha elogiato questa ennesima vittoria di Renzi, ma d’avanti a una mia osservazione legittima di insofferenza per il lassismo e la superficialità di come si occultavano fatti gravi e leggi mirate a favorire solo delle lobby, sono stato “eliminato dai contatti” e richiamato pubblicamente! Hehehe… se gli contesti che la Camera dei Deputati è stata ritenuta “illegittima” dalla Corte Costituzionale e lo stesso legiferano, s’incazzano!

Lo stesso vale se gli si fa notare che le loro comunicazioni esaltano solo i provvedimenti che hanno un certo interesse popolare, spesso usate come paravento per far andare in secondo piano o contestazioni o leggi per amici degli amici. Non solo ti rimuovono il commento, poi scrivono in privato dicendo che li hai attaccati, come se esprimere democraticamente un parere sia “illegale”; ma non lo puoi fare sulla bacheca dell’esperto di comunicazione politica, lo/la fai incazzare davvero… poveretto/a, pensavo fossi un tantino più ferrato/a per ricoprire quel ruolo!

Ma loro sono laureati, giornalisti, tu un ignorante che non conosce i “loro” diritti. Che non è possibile contestare, devi per forza di cose stare nella loro scia mediatica ed elogiare i successi. Condividere i loro deliri e fare come una scimmietta i “mi piace” senza obiettare su nulla; loro sono, tu non sei un cazzo!

Mi dispiace, ma non è così che funziona, anche se siamo sotto un regime lobbistico/massonico di stampo bancario in una incostituzionalità palese di dittatura latente; prima o poi gli equilibri verranno ristabiliti e allora vedremo chi può dire e cosa e chi non ha detto in passato.

Riportare una notizia è lecito, omettere evidenziando una notizia rispetto ad altre… quello non è un esempio di professionalità e comunicazione politica, ma propaganda di stolti della “non comunicazione” ma asserviti di regime.

Dovremo arrivare ad Ottobre ed esercitare il nostro diritto di voto al Referendum: il #RENZIEXIT.. finalmente fuori dalle camere, o dai coglioni che dir si voglia!

L’immagine generata dalla comunicazione politica

Un esempio di “politica” italiana: si commenta da solo.

Conclusioni sulla comunicazione politica

La mia è una posizione chiara, evidente è il disaggio verso questo tipo di comunicazione politica. Non vedo più figure politiche che facciano davvero sentire il peso Istituzionale e da professionista del settore, non riesco a vedere una comunicazione “dotta” e utile alla comunità tutta. Questo a prescindere dal fatto di appartenere a qualche schieramento politico o meno. Trovo faziosi e poco credibili quanti vantano di essere loro gli artefici di successi elettorali condotti a mezzo web; a conferma i profili pubblici di molti politici italiani sono “monodirezionali” e spesso non è nemmeno il politico a rispondere, ma il ragazzetto “sottopagato” di turno che di politica ne sa come un topolino la prima volta davanti a una forma di parmigiano!

La rete è un bene di tutti, compreso il diritto di esprimere la propria opinione. Quest’ultima deve essere posta sempre in maniera rispettosa e non offensiva verso alcuno, ma quando si cancellano risposte e si attacca personalmente e privatamente la persona autore del commento “non allineato”, lì c’è la conferma della non professionalità e non adeguatezza a ricoprire un ruolo che richiede preparazione e cultura politico/storica della Repubblica Democratica Italiana.

Che si conosca oppure no la politica, che si sappia la storia della Repubblica, della Costituzione Italiana, non è affar mio controllarlo; se non si vede della satira tra queste righe, ricordate che andare a votare è un diritto di ogni individuo come è un dovere partecipare all’affare pubblico.

Buone ferie a tutti!

 

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