L’idiozia dell’Apparire Online

L’idiozia dell’Apparire Online

2014-11-17 0 Di Daniele Vinci

Si parla di Web (?) , Social Media (?), Marketing (?), Comunicazione, Brand (?), Personal branding (?)

Tutte belle parole. Ma cosa cavolo significano realmente?

Sei sicuro di saperlo?

Essere Online o Apparire Online? No, non sto facendo filosofia.

Ti sto ponendo una domanda diretta. Chiara. Semplice. Se non sai rispondere, segui il mio ragionamento.

Se esisti online è perché sei parte di un processo di relazioni “digitali” che determinano il tuo “universo”.

La supposta conoscenza del web

No, non è uno spazio finito di realtà, ma un insieme artificiale di persone che, nella maggioranza dei casi, non hai mai conosciuto di persona, che probabilmente non hai una reale concezione di chi siano, cosa facciano e perché lo stiano facendo.

È relativamente semplice riuscire a costruire una propria identità “fittizia” studiando il proprio universo di relazioni. Analizzando cosa cercano, perché lo cercano e cosa vogliono sentirsi dire. Non bisogna essere per forza dei geni della comunicazione, basta un pizzico di viscidità per conquistare le masse.

Oh, sì, certo, tu hai studiato. Tu sei colto abbastanza per non farti mettere nel sacco da nessuno.

Sì, certo.

Dormi tranquillo, probabilmente sei già stato raggirato senza che neanche te ne rendessi conto.

Nella società non esistono SOLO truffatori “rubagalline”, c’è chi è specializzato in manipolazione ed ha capacità persuasive che NON si limitano al mero raggiro per spillarti denaro immediato, c’è chi agisce in maniera strutturata e coatta al fine di manipolare il senso comune. Ciò che si ritiene “vero” per sentito nominare.

Ti assicuro che non è così semplice come credi potersene rendere conto.

Se davvero bastasse una laurea ed essere colti per non essere manipolati, non esisterebbero tante persone manipolate. E gli esempi ce li abbiamo sotto gli occhi.

I più facili da manipolare sono proprio quelli convinti che il mondo finisca dove loro riescono a guardare. Sono i più idioti, appunto. Quelli che hanno la sensazione di onniscienza, di pregiudizio degli altri.

Quelli che sanno facilmente “categorizzare”, ma poi non sanno gestire l’imprevisto. Perché l’imprevisto è “estraneo” al loro mondo perfetto e ordinato secondo le proprie categorie. Di persone idiote è piena la Rete.

Un idiota non lo è fine a sé stesso.

Un idiota è idiota perché presume di sapere tutto senza ascoltare. Un idiota è peggio di un analfabeta, perché quest’ultimo riconosce il suo limite, l’idiota si spinge oltre. Gli idioti sono convinti che comunicare significhi scrivere correttamente, poi non si accorgono che comunicare è prima di tutto “mettere in comunione”, ascoltare.

Il mio percorso scolastico è stato pessimo. I miei docenti erano idioti. Tutte brave persone, per carità. Ma idioti.

Pretendevano che imparassi a memoria senza capire. Senza domandarsi se fossi dislessico, se avessi altri limiti. Loro pretendevano senza sapere. Giudicavano senza un metro di valutazione coerente. “Rubavano” lo stipendio formando capre pronte per il “macello” che ci attendeva senza giustizia.

La Rete ha facilitato la possibilità di mettere in contatto persone differenti. La prima volta che ho preso esperienza di ciò ne sono rimasto coinvolto per l’immenso potere che questo poteva generare. Il paradosso è che le persone si connettono principalmente tra “simili”. Una delle motivazioni più logiche che possono giustificare questo fenomeno è che “l’uomo”, in generale, teme lo stress del confronto con chi è diverso, da chi la pensa diversamente.

Essere “connesso” a persone che la pensano ugualmente serve per sentirsi “protetti”, adulati.

Se si volesse usare una metafora, si potrebbe dire che le persone preferiscono nuotare in una boccia di vetro guardando l’universo da lì, piuttosto che nuotare l’Oceano in tempesta.

Apparire è meglio che Essere.

È più immediato apparire che essere. Per essere bisogna saper dimostrare, mettersi in gioco, sbagliare, chiedere scusa. Ammettere di non sapere. Apparire significa costruire la propria identità a favore degli “eventi”. Le persone vogliono sorridere, allora divento divertente.

Le persone vogliono sentirsi dire:

Bravo!” – Beh, che mi costa, dico bravo a tutti quelli che vogliono sentirselo dire. Mal che vada mi tengo buono qualche contatto utile. Semplice, no?

Costruiamo la nostra rete di contatti in funzione della nostra voglia di apparire.

Siamo la generazione più fanatica mai esistita.

Ambiziosamente costruiamo il nostro apparire e lo spacciamo per l’essere. Siamo circondati da idioti.

Dobbiamo farcene una ragione.

Credit Image: @SplitShire.com

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