Igers, selfies e #Instagramers ti faranno fatturare.

Igers, selfies su Instagram ti faranno fatturare… cazzate!

Tutti a farsi selfies, tutti iscritti Igers, tutti a postare su Instagram ma attenzione non è tutto oro quello che luccica.

Al giorno d’oggi i social fanno parte a tutti gli effetti della nostra vita, poche sono le persone rimaste fuori dai social, invadendo di notifiche i nostri smartphones, provenienti da Facebook a Twitter a Instagram e chi più ne ha più ne metta.

Instagram, ormai, è diventato molto popolare tanto da diventare un terreno di gioco anche per i soliti venditori di fuffa. Vuoi che non ci sia il solito venditore di fuffa che tenta di tirare acqua al suo mulino? Claro que si!

Instagram è un ottimo posto per fare branding. Alcuni tipi di imprese, come le industrie della moda e alimentari, possono trovare molto più facilmente followers rispetto ad altri, ma cosa fare se la tua azienda non fà parte del settore moda o del settore alimentare? E’ o non è un social network che si dovrebbe escludere?

Di sicuro non lo hanno escluso tutte (ma proprio tutte 😀 ) le belle ragazze del mondo, ambiziose come un giaguaro, bramose di diventare top models o semplicemente bramose di complimenti e visibilità gratuita.

Grazie ragazze, con i vostri selfies, rendete duri i giorni della nostra vita, però ci create un problema… Dobbiamo stare con le mani sullo smartphone altrimenti va in standby! 😀 Ah mazza ahò, chi siete Marc Dorcel #handoff? 😀

Data l’alta visibilità dei selfies allora, tu azienda, dovresti fare dei “selfies” e pubblicarli su Instagram? Ma no! Eppure vedo libri che parlano di #selfies e vedo corsi (a pagamento) su Instagram online. Ti insegneranno come funziona :D, come scattare e editare una foto :D, come cliccare il pulsante cuore 😀 :D, che genera ecosistemi, che esiste la community #Igers – #instagramers Italia e che puoi monetizzare.

Il principio per fare tutto questo è basato sull’inbound marketing (a proposito ecco il corso, a pagamento, sull’inbound marketing. Hanno pensato a tutto 😉 ), cioè:

attira –> converti –> chiudi –> delizia

in altre parole sei una puttana (oops) un’aspirante top model!

Ecco il selfie che ha attirato di più, il selfie con più likes al mondo

E’ ovvio che i selfies per l’azienda non vanno bene ma in alternativa si potrebbero fare delle foto ai prodotti (e se la tua azienda vende servizi?), dovresti pubblicare tre o quattro foto al giorno dei tuoi prodotti però fallo bene e con criterio.

Pubblica con costanza, non sparire per giorni, settimane o mesi, anche perché non vedo su instagram canali come: Versace, Gucci, Armani e tutte le pagine dedicate al settore alimentare, postare foto a caso. Vedo foto e composizioni di foto mirate, sicuramente scattate da fotografi professionisti.

Essendo un social e dunque un canale comunicativo, per di più gratis, in un’ottica aziendale DAO (Digital Asset Optimization) laddove l’azienda deve comunicare a 360 gradi, allora Instagram e i selfies dei prodotti vanno utilizzati.

Ma quanto costa in tempo e in denaro, produrre tre o quattro foto professionali al giorno? E per ottenere cosa? Il nulla?!!

Già il nulla… infatti i link non funzionano su Instagram. L’unico posto dove si sarà in grado di condividere un link al tuo sito web è nel tuo profilo. I link non funzionano nei commenti delle foto, quindi se si sta cercando di indirizzare gli utenti a una pagina web specifica, non avrete fortuna a scriverlo sotto le vostre immagini o video, perché gli utenti non saranno in grado di fare clic su di esso.

È possibile, tuttavia, che il visitatore nota nella didascalia il collegamento che è sul vostro profilo. Per questo motivo, Instagram non è il posto migliore per promuovere i contenuti web, ma può aiutare a dare esposizione al vostro marchio.

Non è possibile condividere le foto che non sono quadrate. Vuoi aggiungere una foto, ma il ritaglio di adattamento ritaglia le parti principali dell’immagine. Per ovviare il problema si dovranno usare applicazioni, gratuite e a pagamento di terze parti, come InstaSize, che consentono di modificare le foto per adattarle senza ritaglio, con l’aggiunta di uno spazio bianco (o modelli, colori diversi, ecc) ai lati del immagine, aumentando così il tempo da spendere alla gestione di questo canale di comunicazione.

Non potendo linkare al tuo sito, non hai modo di misurare l’efficacia di questo canale se non in click likes e followers. Puoi però fornire omaggi e promozioni sotto forma di codice sconto, di concorso o chiedere agli utenti di pubblicare l’immagine con uno specifico hashtag per accedere al concorso.

È quindi possibile cercare l’hashtag in questione per vedere chi ha ripubblicato e scegliere un vincitore. Promozioni di questo tipo consentono ai clienti e seguaci di commercializzare il vostro marchio, far parlare di voi e della vostra promozione sulle loro pagine personali e più persone tenderanno a visitare il vostro profilo.

Vai a lavorare che è meglio e ottieni risultati molto prima! 😀

Però si potrebbero generare degli ecosistemi, si introduce cosi Igers cioè la community degli Instagramers. Ma come funziona Igers?

E’ semplice, si va sul sito dell’Igers e si compila il form di iscrizione, si paga una quota di iscrizione annua e benvenuti nel club. Igers in cambio organizza raduni di persone aventi la stessa passione in comune e forti di sponsor locali che sovvenzionano il raduno (e che produce qualche utile a Igers), le persone passeranno una felice e serena giornata.

Ma Igers non è solo questo, forti di sponsor nazionali (e che produce molto più di qualche utile a Igers) ti fanno pubblicità. Dato che il settore travel è un settore attrattivo, Igers predilige le APT (Azienda Promozione Turistica – Ente Pubblico), proponendo loro la promozione del territorio tramite la pubblicazione di foto, adoperando persone influencers, ad orari cadenzati tramite gli account Twitter e di Instagram degli organizzatori.

Chi sono gli influencers? Di solito Igers seleziona sette travel blogger che sono in voga in quel momento e che manda in quel territorio a scattare foto e selfie per poi pubblicarle ad orari cadenziati.

Non so a te, ma a me vien da ridere perchè ho in testa la canzone di Gianni Morandi ma adattata ai travel blogger… 7 su 1000 ce la fa! 😀 e anche per pochi spicci! 😀 Ma questo spiega perchè i travel blogger eleggono Santo Igers subito! 😀

Ah già, ma forse alla tua azienda non gliene frega nulla dei travel blogger e della promozione del territorio, non ti preoccupare sei non lavori nel settore del travel, vuoi usufruire del loro servizio, sfruttare gli influencer Igers e hai budget da investire in pubblicità allora Igers ti farà un servizietto! 😀

Case study Instagramers Italia – Igers del 2013

Igers #instagramers

Igers – La pubblicità che non ti aspettavi (clicca sulla foto per ingrandire)

Analizziamo i risultati ottenuti dai case study presenti sul loro sito.

Il caso APT:

Nel primo round 187 immagini / 60 partecipanti = 3,12 foto per partecipante, considerato che era un weekend ogni partecipante ha semplicemente postato solo 1 foto al giorno… ma scusate l’azienda paga, si ingaggiano 60 partecipanti… che caxxo hanno fatto oltre trombare sotto le stelle? 😀 Però hanno 3435 likes / 187 immagini = la media di 18,37 likes per foto 😀 Il nulla 😀 Tanto fumo e niente arrosto! Pensa te, non sono un influencer ma sul mio instagram, utilizzato per puro divertimento, ottengo una media di click likes che va dai 70 ai 120 likes!

Non contenti di ciò hanno pure ripetuto l’esperimento con 353 immagini / 97 partecipanti = 3,63 foto per partecipante… un’altra trombata sotto le stelle? 😀 La prima non era stata del tutto soddisfacente? 😀 7881 likes / 353 immagini = le media di 22,33 likes per foto (eheheheheh). Però hanno quasi duplicato il risultato? La matematica non mi sembra un’opinione!

Il numero di utenti raggiunti NON è un numero da tenere in considerazione, equivale a quante persone hanno visto la foto nella loro timeline e sicuramente tutta l’associazione Igers dirà che non capisco un caxxo.

Rifletti, se metto nella tua buca delle lettere le offerte del supermercato la vedi? Si ma solo perchè devi liberare la buca delle lettere. Ma le hai lette le offerte del supermercato o le hai cestinate senza neanche leggerle? Se le hai lette allora ho fatto 1 gol, se le hai cestinate allora mi riempio la bocca dicendo che ho raggiunto 1 persona, tu! 😀 Vendere OTS (Opportunity To See) significa farmi pagare per le potenziali buche delle lettere che forse riempirò, senza sapere a priori quanti leggeranno.

Povera APT che ha pagato 60 persone prima e 97 poi, per non parlare che ha anche pagato Igers e per cosa? Aumento del fatturato? E’ misurabile con 11316 mi piace? Una cosa di certo è misurabile, misero me italiano costretto a subire questo sperpero di soldi pubblici… erano anche i miei.

Il caso azienda che commercializza prodotti/servizi:

Cambia il pollo ma non cambia il modo di come ci rimette le penne. Il cliente è anche un’azienda nota, Carglass Italia che con 7 influencers dell’Igers per i mesi di luglio 2013 e agosto 2013 vogliono lanciare l’hashtag #dalparabrezza. 22500 likes / 120 foto = la media di 187.5 likes 😀 ed erano in 7? Nel mio unico selfie su instagram ho 92 likes 😀

Game over smm. #instagramers

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