Siti professionali e siti NON PROFESSIONALI

Siti professionali e siti NON PROFESSIONALI

2014-11-17 2 Di Alessandro Vitale

La prima cosa da chiarire è definire cos’è un sito web. Cos’è un blog, che cos’è un CMS, un e-commerce, un portale, un social network ecc..

  • Sito web: Un insieme di pagine web correlate, una struttura organizzata di documenti, immagini, video, informazioni di contatto ecc.. che risiede su un server web.
  • Blog: Un diario digitale che si presenta con degli articoli ordinati cronologicamente, è possibile interagire con l’autore commentando i suoi scritti, una sorta di piccola comunità virtuale che spesso, dibatte di specifiche tematiche.
  • CMS: L’acronimo indica letteralmente Content Management System, sistema di gestione dei contenuti in italiano. Sono quei siti web dinamici che non hanno necessità di essere gestiti da webmaster, con una interfaccia di back office, è possibile gestirne il contenuto testuale, immagine e multimedia.
  • E-Commerce: Categoria di sito web, un catalogo digitale interattivo dove, mediante un carrello virtuale, è possibile scegliere articoli o servizi da acquistare.
  • Portale: Quando il sito web è un punto di partenza, una porta di ingresso ad un gruppo consistente di risorse di altri siti internet. Sono portali web, tutti quei siti internet che consentono di raggiungere altre risorse web, spesso sono organizzati per categoria.
  • Social Network: Non è altro che un sito web collaborativo o di comunità, l’auto profilazione permette agli advertiser di colpire un target specifico.
    I servizi di questa tipologia di siti internet, potrebbe essere considerato come l’evoluzione del concetto di “portale” di diari e quindi, un portale di blog.

convesso e concavoDi base, sono tutti siti web, ma si differenziano per categorie di applicazione o utilizzo, elencarle tutte sarebbe difficilissimo, la differenza tra una realtà digitale come un sito web professionale ha alcune caratteristiche precise e classificabili, il sito weblog “non professionale” ne ha altre e spesso comuni a più portali che ne garantisco un uso basilare e per tutti.

E’ quindi appropriato definire “siti professionali” quelle realtà web che hanno delle caratteristiche distintive e determinate specifiche come:

  1. Nome a dominio (www.nomebrand.com)
  2. Design
  3. Contenuti
  4. Facilità di navigazione
  5. Organizzazione dei testi
  6. Cura delle immagini
  7. Compilazione semantica
  8. Ottimizzazione degli insiemi
  9. Ottimizzazione SEO
  10. Partita I.V.A. in home page

Questo solo per elencarne alcune, senza per questo dire che i tasti sociali possono dire se un valore di lettura “potenziale”, definisce un sito popolare come “professionale”, davvero siamo arrivati al ridicolo potendo dimostrare nei fatti, che quei numeri sono pilotabili e strumentali.

Nel caso di siti CMS/blog, anche nell’utilizzo di software Open Source, c’è da fare un distinguo tra i più utilizzati e sviluppati, da quelli meno popolari e anche meno sviluppati. Differisce un progetto se realizzato con un CMS del tipo WordPress proprietario, da uno realizzato in Joomla; approfondirò l’argomento nello specifico in un prossimo post.

Quali sono i siti “NON PROFESSIONALI”?

A questa domanda si dovrebbe rispondere facilmente visti i punti precedenti, ma ne facciamo un elenco semplice e generico per capire di cosa parliamo.

  1. Siti web/blog su piattaforme condivise
    (vedi: wordpress.org, tumblr, blogger.com e tanti altri)
  2. Siti web/blog tematici su nome a dominio ma senza riferimenti fiscali
  3. Aggregatori di feed
  4. ecc..

Inutile continuare l’elenco che si esaurisce già dal primo punto e spiego il perché:

  1. Un sito/blog strutturato in una piattaforma di condivisione non permette delle fondamentali procedure di analisi e di personalizzazione che sono importantissime per tanti aspetti sia digitali che di web marketing. Gli esempi possono essere riferiti già al nome brand dopo il nome piattaforma nella URL (es. blogspot.nomebrand.com)
  2. Statistiche (non quelle di piattaforma che spesso sono imprecise, applicare Analytics per esempio)
  3. Personalizzazione del tema grafico (design e strutture fissate, poca possibilità di fare variazioni)
  4. Non è possibile applicare dei Plugin specifici
  5. Possibilità di applicare App per mobile
  6. Sviluppo di applicazioni per CRM
  7. ecc…

E’ per questi motivi (e tantissimi altri) che rivolgersi a professionisti e consulenti web, fa la differenza in un progetto digitale che si possa chiamare così. Avere un sito web, un blog, su una piattaforma di condivisione è tanto semplice, ma la possiamo ancora definire “professionale”?

I social network sono siti web e servono in una strategia allargata di web marketing per quello che può essere un interesse latente di un potenziale utente/cliente. Da questo a poter definire un “professionista” solo dalla sua visibilità o popolarità collaborativa o robotica in più social network, è limitante, improbabile direi.

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