Web Marketing per Imprenditori? Il cantico delle scimmie

Il web marketing è una scienza precisa!

Tutti sanno. Il “virus dell’ignoranza” è condiviso attraverso i social network ed ha generato dei veri e propri GURU, di cosa di preciso, davvero è difficile da spiegare.

Poi si sono creati momenti d’aggregazione, quella riprova sociale che rende “LEADER” o genera “sostegno” ad alcuni individui rispetto ad altri.

Ma il problema è sempre lo stesso: non sono i “buffoni da palcoscenico” l’ostacolo, ma la meritocrazia che non hanno che frena l’evoluzione del web.

Il WMI (Web Marketing Italiano) e la CrossMedialità

La massima ambizione è stata quella di diventare popolari, essere applauditi virtualmente fino a trasformarsi in “santoni” del settore digitale.

Poi sono evoluti ancora e sono arrivati ad essere menestrelli di ristrette corti, buffoni da palcoscenico e non contenti, si sono trasformati ancora una volta in animali scriventi per l’editoria. Questo per dimostrare la “crossmedialità” del settore digitale in ambienti antichi e superati come la carta stampata!

Editoria che inverosimilmente, contrariamente a quella che era una distinta e “rilevante” strada maestra, non serve oggi ad altro che a consacrare competenze in un settore totalmente lontano dalla carta; il web. Si salta da un piede all’altro cadendo in una continua contraddizione che non ha tempo, ma neanche una logica definita se non l’ignoranza di chi la genera e di chi la “venera”.

Il WMI (Web Marketing Italiano)

Il tempo del web è sempre più frenetico

Ma a medio lungo tempo? Il web marketing, lo dividono in macro aree d’appartenenza, ma sempre i soliti noti non fanno altro che essere come delle bandierine che sventolano dove soffia più forte il vento e se ci fanno un peto, voi respirate l’ebrezza della condivisione perché non sapete uscire dalla “scia” dell’ipotetico scimmiotto di turno con una popolarità costruita grazie anche alle “vostre” condivisioni sociali.

Nulla o poco vale scrivere sempre e solamente di queste… per rimanere in tema animale sarebbe possibile definirli “camaleontici” figli di un digitale minore, inetti e sottocultura di una scienza precisa, una rivoluzione illogica che viene ogni giorno migliorata da quel soggetto che si sveglia più furbo e registra marchi e nomi per confinare processi di web marketing vecchi e consolidati.

Parlare di singoli momenti di networking reale, quelle platee sono ormai da considerare squalificanti per chi vi partecipa. La disperata ostentazione dell’essere in una assetata e spasmodica ricerca della “marchetta” a tutti i costi in una necessità d’ultimo stadio di visibilità. Eventi e fiere “vuote” di contenuti e soprattutto, viziate da quella “diffusa” consapevolezza che i numeri che i relatori danno sono “irreali” o perlopiù generati da sistemi tutt’altro che umani.

Poco e niente vale parlare di grandi realtà del web quando si parla di content, di advertising in pay per click e micro e-commerce che, finalmente e dopo anni a ripeterci quasi come una litania, sono realtà a se stanti e che non possono essere messe in comparazione o competizione con altre realtà di multinazionali d’uso popolare.

Se devi fare un e-commerce, non comprare un libro per come realizzarlo, ma rifletti su che possibilità hai; ti ho fatto risparmiare 25 euro (in media) di un libro che non ti servirebbe nemmeno per fare del fuoco nel caminetto; è solo un inquinante culturale ed ambientale!

Le montature pubblicitarie: i corsi di web marketing

Per generare dell’interesse, generare un hype (montatura pubblicitaria), per generare del business continuativo in questo settore, hanno intercettato una grandissima richiesta di mercato: la formazione. Ecco che questi mistificatori, non fanno altro che vendere corsi di web marketing strategico dedicato alle aziende come fosse un prodotto, ma fate attenzione che ad aggiornarsi di manifestazione in manifestazione sono loro, il business man che “si vende” e si “promuove” tra editoria ed eventi di settore; ma sarà davvero un portatore di verità? A pagamento? Per sua visibilità?

sniff

Una volta si rivolgevano ai professionisti in erba, dopo aver fregato migliaia di poveri illusi, prodotto una generazione di “asini digitali”, il target è cambiato e si sono rivolti con un messaggio chiaro: Formazione in Web Marketing per Imprenditori.

Queste figure mitologiche del digitale, questi raffinati e saccenti esperti del web marketing in libri, sono poi davvero “la luce” nella notte dell’ignoranza della non cultura digitale italiana? Dalle osservazioni fatte fino ad oggi, ci risulta che sono fenomeni temporali quasi alla pari con la durata di un peto o della promozione di un libro che difficilmente sarà citato nel loro terreno: i social network!

La concorrenza: l’imprenditore web

Non esistono i BOT web

Notate il BOT: stesso orario, stesso commento su più profili!

Un tuo concorrente non è anche un imprenditore? Un futuro formatore non può essere anche un imprenditore?

Ed ecco allora che si torna ad avere un loop ideologico fine a sé stesso dove tutti possono essere professionisti, tutti possono sapere, tutti sono meglio di altri, tutto è il contrario di tutto, ma festeggiamo tutti assieme che ormai ce la cantiamo e suoniamo da anni e tutti continuano a crederci!

Ecco che la storia del digitale italiano assume una connotazione prettamente “fantasy” o “noir” se vi piace di più. Il reparto “horror” è fin troppo presente che non lo voglio trattare in questo articolo perché sarebbe fin troppo facile fare della satira con dei “ciarlatani/burloni”; ma non ridete, li avete condivisi voi, sostenuti, commentati, applauditi, siete parte del “loro sistema”, siete anche voi parte di una feccia digitale che altro non è che una grossa bugia generazionale digitale!

Mi hanno chiesto perché sprecare tempo ed energia in questo progetto; mi hanno criticato dicendo che se impegnassi questo tempo in miei progetti, avrei più risultati… ebbene, queste stesse persone non solo hanno guadagnato da questo mio progetto, ma hanno goduto anche di quella conoscenza data da una integrità scientifica fatta non di chiacchiere, ma di conoscenza e quindi consapevolezza.

Sono un portatore di verità? Non ne ho idea, ma sono qui sempre nell’attesa che ci sia il giusto contraddittorio o anche la “smentita” eclatante a quanto si scrive, ma il silenzio è rumoroso almeno quanto il volume di ricerca (senza BOT ovviamente) che arriva a questo sito ed altri che curo. Se sono i fatti a parlare, avete sempre gli stessi galli a cantare!

Eventi di networking e i big player

Oggi è facile leggere nelle anteprime degli interventi in SAGRE di settore di BOT. Forse è anche merito nostro, una comunicazione continua e ridondante nel porre l’accento sul momento, ma soluzioni?

A dire il vero, è recente aver sentito che il problema comincia ad interessare anche le agenzia web, di consulenza e professionisti dell’indotto, che hanno affermato di avere sempre meno importanza rispetto a quelle che possono essere le strategie delle singole aziende e degli strumenti a loro disposizione.

I BOT non esistono

A questo punto il problema è ironicamente capovolto, non sono solo più i professionisti del settore che raccontano fandonie in numeri di fantasia, ma le bufale che i BIG player rendono a chi fa ADV e AdWords. Come dire che “il sistema e i BOT”, stanno usando consulenti, professionisti e agenzie di web marketing per fare cassa.

web-walking-deadOvviamente, rendono importanti volumi di traffico, di visualizzazioni, ma il dato di conversione percentuale (per la lingua italiana) è sempre quella di un tempo e anzi, vista la crisi e la politica italiana, in continua “contrazione”.

L’onestà intellettuale sta nel servire il cliente e il singolo imprenditore con la massima onestà possibile. Cercare di volta in volta di generare esperienze positive “limitando” al minimo possibili brutte avventure o peggio, le illusioni che i GURU vi hanno regalato fino a qualche tempo fa. Oggi cosa fanno? Corsi? E domani?

Per questo è necessario che ci sia una totale e profonda analisi del mezzo digitale, della rete, che si prendano decisioni importanti affinché lo strumento resti uno strumento e non una cloaca massima di inutilità condivisa.

Ormai siamo già oltre il punto di non ritorno, i roBOT, le BOTnet zombie, sono il pane quotidiano di un qualsiasi analista SEO e SMM.

Per quelli che si sentono ancora dei GURU… pensate di esistere ancora?

 

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