Come ti misuri il tuo… Sito Internet?

Come ti misuri il tuo… Sito Internet?

2014-11-24 1 Di Davide Puzzo

Misuri le statistiche del tuo sito internet? Forse non lo stai facendo nel modo giusto!

La base di ogni azienda risiede nelle statistiche di magazzino, di contabilità, di produzione, e se si possiede un sito internet anche nelle statistiche del sito internet dette anche web analytics.

Con queste statistiche, infatti, si può ottenere il punto esatto della situazione in cui si trova l’azienda, si può tentare di spostare i numeri da un reparto all’altro per il prossimo futuro e si può tentare di fare forecast (una previsione) di quello che sarà l’avvenire. Dunque, bisogna misurare tutto: incluso il sito internet!

web analytics

Mi capita molto spesso di vedere aziende che non hanno previsto di tracciare le visite o che lo stanno facendo nel modo sbagliato.

Perché alcune aziende stanno tracciando le statistiche nel modo sbagliato?

Ogni software che andrà a registrate le statistiche ha unità di misura, dunque dimensioni e metriche, differenti e anche un concetto di “visita” diverso. Diventa dunque di fondamentale importanza il software di web analytics che, le aziende, decidono di adoperare.

Prima di vedere quali sono i software di web analytics, è giusto premettere che esistono più metodi di misurazione in particolar modo due metodi:

  • Browser – based, che rileva l’attività degli utenti contando quante volte un sito internet è stato visitato da uno o più browser
  • Log Analyzer che, invece, rileva l’attività del server su cui il sito internet risiede, contando così quante richieste ha ricevuto il server

Un esempio pratico è che se un utente dovesse interrompere il caricamento dopo averne fatto richiesta (perché ha chiuso il browser o nel frattempo ha cambiato idea sul sito da voler visitare, magari è andata via la corrente o i tempi di attesa del caricamento della pagina sono troppo lunghi) accade che il metodo basato sui browser NON conta la richiesta, mentre il sistema Log Analyzer conta la richiesta in quanto comunque il server dove risiede il sito ha ricevuto una richiesta.

Dunque i sistemi del primo tipo (browser-based) consentono di misurare le pagine effettivamente aperte dal browser dell’utente, di quantificare la pagine viste in cache, eliminare le richieste di robot, raggruppare le pagine per canali tematici, misurare l’effettiva quantità di tempo speso sulle pagine, certificare i dati in quanto rilevati da parte di istituti terzi.

A questo punto viene da chiedersi: eliminare le richieste di robot? Certificare i dati?

Esistono visitatori umani e NON umani. Un esempio lampante è Google che per indicizzare le nostre pagine ha bisogno di “leggerle” e, dato che per il server Google è un visitatore come un altro, allora per “leggere” le pagine, Google utilizza un programma equivalente al nostro browser.

Certificare i dati. Audiweb è l’organismo preposto alla certificazione del traffico internet e stabilisce che le “visita” o “sessione” indica la richiesta di accesso fatta da un determinato browser ad un sito all’interno di un intervallo temporale di 30 “minuti”.

Fatte queste, dovute, premesse andiamo a vedere quali sono questi software, i loro concetti, dimensioni e metriche.

ShinyStat è uno strumento web analytics abbastanza buono ed è anche certificato Audiweb. Ottimo per poter certificare i dati per poter tracciare un “gol” quando l’utente compie determinate azioni all’interno del vostro sito, ma ai fini analitici c’è un errore di base proprio nella definizione imposta da Audiweb. Cioè se l’utente (visitatore) apre il vostro sito internet e aggiunge al carrello alcuni prodotti spendendo 30 minuti del suo tempo e, infine, va in pausa pranzo… Cosa succede se al suo rientro completa l’ordine sul vostro sito? Come verrà conteggiato sul web analytics?

Per definizione verranno conteggiati 2 visitatori unici e 2 sessioni, ma in realtà è stato 1 visitatore unico e 2 sessioni!

Un altro web analytics è AWStats, che a me sembra abbia un concetto tutto suo:

Visits:Number of visits made by all visitors.

Think ‘session’ here, say a unique IP [address] accesses a page, and then requests three others without an hour between any of the requests, all of the ‘pages’ are included in the visit, therefore you should expect multiple pages per visit and multiple visits per unique visitor (assuming that some of the unique IPs are logged with more than an hour between requests).

Visite: Numero di visite fatte da tutti i visitatori

Pensate alla “sessione” che proviene da un UNICO indirizzo IP che ha avuto accesso alla pagina, e poi abbia richiesto altre tre pagine in intervalli di un ora tra ognuna delle richieste, quindi dovreste aspettarvi pagine multiple per visita e multiple visite  per visitatore unico (supponendo che alcuni degli IP unici sono registrati con più di un’ora tra le richieste).

Quindi armatevi di calcolatrice per definire quanti reali visitatori unici avete ottenuto!

Eccovi un test da me effettuato per il mese di novembre 2014, su un sito in mio possesso con AWStats:

(clicca la foto per ingrandire)

awstats web analytics

Partiamo dal dato più facile da leggere: Not viewed traffic è il traffico fatto dai robot e viewed traffic dice che ci sono stati 1210 visitatori unici, ognuno dei quali è tornato 2,75 volte generando un totale visite di 3331 e 206.413 pagine visualizzate (61.96 pagine/visita).

Sembrerebbe un fantastico risultato con AWStats, ma andiamo a vedere cosa lo stesso sito e nello stesso intervallo di tempo ha fatto registrare a Google Universal Analytics: (clicca la foto per ingrandire)

google universal analytics web analytics

I dati parlano chiarissimo, 561 visitatori unici hanno fatto 623 sessioni realizzando 1.636 visualizzazioni di pagine (2,63 pagine/sessione). Dunque con AWStats il sito in questione sembra un GURU, un LUMINARE del web con 206.413 pagine viste, ma come vedete NON è così.

Altri web analytics sono quelli built-in (integrati) nei siti non professionali, dove è sufficiente cliccare “aggiorna” sul vostro browser per aumentare il numero di visite e le pagine viste… questo contatore visite, che a me piace testare e che tengo in uno dei miei siti, segna come segue: (clicca la foto per ingrandire)

32 milioni di visite in 10 anni

32 milioni di visite in quasi 12 anni! (32.362.262) , in questa società dove contano solo i numeri che si sono fatti e se, eventualmente, si sono scritti libri allora, CAVOLO SONO UN GURU! No, aspetta! Non lo sono: mi son dimenticato a scrivere un libro!

Il contatore visite segna REALMENTE 32 milioni di visite, ma è palesemente e satiricamente OVVIO che quei sistemi hanno delle metriche e dimensioni che SBAGLIANO misurazione.

Adesso considerando quanto detto sopra, cosa registrano i web analytics se il visitatore, Mario Rossi, apre il vostro sito prima dal browser internet explorer, poi dal browser chrome, poi da Mozilla Firefox dall’ufficio? E se quando esce dall’ufficio li apre dal suo mobile e dal suo tablet? E se fosse così affezionato a voi da navigare sul vostro sito web anche da casa?

Quante volte verrà conteggiato Mario Rossi?

Verrà conteggiato 1 volta ogni 30 minuti / browser. Quindi supponendo che Mario Rossi non navighi sul sito oltre 30 minuti, nell’esempio specifico l’utente verrà conteggiato come 3 visitatori unici dall’ufficio, 2 visitatori unici (1 mobile e 1 tablet) e 1 visitatore unico da casa. Per Audiweb sono 6 visitatori, per i web marketer DEVE invece essere 1 visitatore e 6 sessioni, cioè Mario Rossi!

E, alla fine, arriva Google Universal Analytics.

Google Universal Analytics

Google Universal Analytics, come ShinyStats permette di tracciare non solo le visite e i “gol” realizzati sul vostro sito, ma anche di realizzare sul grafico TAG e EVENTI su relative pagine e su bottoni presenti sul vostro sito. Google Universal Analytics, inoltre, traccia e organizza un’infinità di dati che comprendono le abitudini e i movimenti da parte delle persone. Precisamente, è in grado di capire quanti dispositivi appartengono ad un unico utente. Se prima infatti si ragionava per visite, ora si considerano i visitatori.

Una persona può accedere allo stesso sito sia dal tablet che dal computer di casa, o anche dallo smartphone. Universal Analytics ne riconosce l’identità e fornisce informazioni dettagliate su ogni singolo profilo (senza impadronirsi dei dati personali). Non solo: se qualcuno accede allo stesso sito da più dispositivi è molto probabile che lo faccia anche da luoghi diversi.

Il nuovo Protocollo di Misurazione di Google ora li riconosce, li traccia e, grazie ai dati GPS, li mappa. Scoprire quali sono i percorsi fisici degli utenti aumenterà anche l’efficacia delle attività offline: ad esempio, si potranno installare pubblicità outdoor nei luoghi esatti in cui si muovono i clienti.

Infine Universal Analytics dà l’opportunità di inviare lo user-ID, un parametro dal valore unico, persistente e privo di dati personali che rappresenta l’utente quando si logga con il suo account sul vostro sito attraverso qualsiasi device (dispositivo), riconoscendo così l’utente, che si logga, attraverso tutte le visite che effettua e ne analizza il comportamento nel tempo.

N.B. Per inviare l’user-ID a Google necessitate di un’implementazione sul vostro sito internet.

Google Universal Analytics, inserendo il device-ID e lo user-ID (opzionale, non obbligatorio per ottenere il risultato), risolve il problema del tracciamento del sig. Mario Rossi e del conteggio del sig. Rossi nei 30 minuti e oltre i 30 minuti, inoltre, con la “frequenza di rimbalzo” risolve la tracciabilità di tutte le richieste, avvenute da browser, che poi sono state interrotte.

E tu stai misurando il tuo… sito internet? Lo stai facendo nel modo giusto?

“Misurate ciò che è misurabile e rendete misurabile ciò che non lo è”
Galileo Galilei

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