I giovani ed i Social Network

La grande illusione di fare soldi con il web.

I giovani, i Social network ed i nuovi linguaggi

C’erano una volta i prodotti di massa, i mercati di massa, i media di massa; i mercati globali. Oggi non è più così ed il web non ha sostituito del tutto il media di massa che resta sempre la televisione.

La comunicazione di massa, intesa come veicolo di informazione, si è evoluta abbracciando il web e tutto quello che concerne i vari metodi di comunicazione, ma è pur vero che la comunicazione stessa è cambiata.

personal branding

Quello che è evidente, innegabile secondo me, è la trasformazione in “mercato globale” che non è stata per niente recepita. La stessa unione dei mercati europei segna battute di arresto, questo per politiche scellerate che solo nel futuro si potranno comprendere, ma di fatto il web è sempre più “localizzato” e mirato ad avere applicazioni smart su APP che interagiscono con il territorio.

Il decalogo del giovane SMM italiano

Quello che lascia basiti è la presa di posizione che hanno i giovani e anche le pretese che avanzano su un settore molto eterogeneo e variegato, dove è sempre più marcata la singola esperienza più di quella condivisa.

influencer smm

Ma i giovani hanno la visione giusta, hanno tutte le risposte, sanno di cosa parlano… probabilmente, per me è giunta l’ora di cambiare mestiere e infatti, ecco cosa si legge di frequente di questi ragazzi, il loro decalogo e le loro convinzioni:

Decalogo del SMM
  1. Io so, so tutto.
  2. Ho fatto tanti corsi.
  3. Se non lo hai ancora capito, il punto 1 è quello che devi rileggere.
  4. Le esperienze sono perdite di tempo, meglio un corso.
  5. 10 video di Montemagno e divento un Social Media Marketer.
  6. Non contano gli anni di esperienza nel settore, contano i followers in Instagram.
  7. Al punto 1 ci sono io giovane, al punto 4 ci sei tu che sei vecchio, aggiornati!
  8. Sono talmente bravo che ho bisogno di chiedere aiuto nei gruppi di settore in Facebook.
  9. Più ho engagement, più è possibile che qualcuno si accorga di me.
  10. Se al punto 5 aggiungi il punto 2, tu non sei nessuno anche se non so programmare con nessun linguaggio.

enciclopedia influencer

Presunzione dei nativi digitali

Inutile, l’era digitale ha portato dei grossissimi vantaggi, un modo di informarsi e di apprendere che davvero diventa difficile ricordare quelli del passato, ma sembra altrettanto evidente l’arroganza e la presunzione dei nativi digitali under 20.

Noi usavamo le enciclopedie “vere”, chili e chili di libri frutto di ricerche, editori coscienziosi, ricercatori sopraffini; oggi i giovani cosa fanno? Interrogano la rete! Guardano i video di YouTube e ci stupiamo se non capiscono un cazzo di web?

L’erba del vicino è quella migliore e non pensate a male, come dire che il corso che ha fatto il mio collega, lo qualifica meglio, ma se io faccio più corsi, ne so più del mio collega, ed allora la formazione è un girone dantesco da collocare nel purgatorio!

Chi fa bene e sa attendere, impara e fa esperienza, si eleva nel tempo e si incammina verso il paradiso, chi ha fretta… precipita nell’inferno di libri e di corsi sperando di elevarsi ed allora ne viene fuori il “demone” che è in lui: il GURU!

Destinazione Marche

L’evoluzione del web e dei social in era moderna

Sempre più inconsistente è la struttura del web attuale, se parliamo di numeri ci sono decine e decine di casi che potrebbero essere oggetto ed interesse della AGCM come il caso #destinazionemarche di Regione Marche e il loro social media team, ho letto tanto e di tanti ragazzi giovani, sembra molto più facile cavalcare l’onda delle emotività e della protesta più che essere “professionali ed obbiettivi” e puntare il dito attribuendo responsabilità e scorrettezze.

#destinazionemarche di Regione Marche

#destinazionemarche di Regione Marche

In quel caso, bene è ricordarlo ancora una volta, palese è la responsabilità della piattaforma Facebook con il loro sistema ADS; la presenza di interazioni forzose come quelle provenienti da India, Bangladesh ed altre, non fa altro che rendere la singola ADS più visibile nei newsfeed.

Un cane che si morde la coda? Un circolo vizioso che porta solo a delle ridondanze non misurabili e della brand awareness? Andrebbe comunque contestualizzata.

Il social è superfluo? Non direi cosi, è una azione di Web Marketing “latente” non un attore principale in un contesto di Social Media Marketing, ci dispiace notare che Regione Marche ancora non ha diffuso i dati di analisi di quel caso costruito ad hoc per screditare il lavoro del social media team marchigiano.

Lo stesso vale per il giornalista del Resto del Carlino, Quarta… mi sarei aspettato di più da lei e dal suo giornale, sono deluso!! (Non sono credibile, hehehe lo so!)

La comunicazione digitale vista dai giovani

La gioventù dei “mipiace”. Dei “followers”, delle “view” del GURU su YouTube. Quante volte avete sentito:

  • Hai visto quante view fa tizio in YouTube?
  • Non sai chi è? E’ un influencer, guarda quanti “mipiace” ha!
  • Lui ha migliaia di interazioni nei canali social!!
  • Ha scritto dei libri in materia digitale…

Potrei continuare, ma è abbastanza deprimente non poter dare risposte dirette e “distruggere” queste inutili fantasie di adolescenti; ma basta fare una sola affermazione per stringere il campo e portare alla ragione:

Ok, è popolare nei social, ma fuori da quel contesto? Nel reale? Nel settore?McVitale

Il decalogo del giovane SMM italiano, i giovani ed i Social Network

Basta poco per poter affermare, con tutta serenità, che la maggior parte dei numeri dati e visti su condivisione, interazione e “mipiace” che dir si voglia, sono per la maggior parte numeri relativi di una azione più ampia di “web marketing”.

Ne abbiamo già parlato tra queste pagine, il “potenziale” di queste realtà OTS sono tutte da dimostrare anche in termini di reale conversione; la view è relativa e conta davvero poco in un contesto di BOT, quello reale si assottiglia sempre più per il calo d’interesse che i social stanno generando.

Ma i giovani, ormai “assuefatti” da un sistema che insegna loro a guardare solo quei numeri. Una generazione di “mipiace” e di competizione a chi ne ha di più, cuoricini di Instagram e poca, ma davvero poca attenzione a cosa fanno.

La popolarità di un “influencer” è sempre naturale? Ne siete convinti? E noi “vecchietti” che esistiamo a fare? Il nostro lavoro potrebbe avere proprio come obbiettivo far crescere un qualsiasi soggetto da trasformare in un famoso “youtuber” o “instagramer” influencer… non ci avevate mai pensato? Hehehe, l’ingenuità dei giovani è quasi una leccornia!

E se potessi dimostrarlo? Voi ci credereste? Oppure siete dei professionisti e potete verificare in prima persona quante sono le “reali” potenzialità espresse da questi personaggi “costruiti” nella rete globalizzata della “porchetta digitale” e sagra della BUFALA nazionale?

Il lancio di un libro per influencer

Hai guardato il video? Ti consiglio di farlo!!

I libri di settore sono un tipico esempio di “startup” per far affermare “chicchessia” in un settore determinato del web. Fa parte di una strategia atta a far elevare “persone comuni” in un settore che è terribilmente dinamico e che si aggiorna continuamente con un qualche cosa che è statico, antiquato: il libro.

Ma aver scritto un libro su Instagram può mai farti diventare il portavoce di tutti gli istagramer italiani? Si! Un successo strabiliante, fuori ogni logica, ma è accaduto davvero anche se gli ISTAGRAMERS non sono INSTAGRAM come chi ha scritto il libro sull’utilizzo di quel social network, non è dipendente o rappresentante ufficiale di Instagram!

Evidentemente, caro il mio giovane, che sei davvero parecchio pirla; sei tu che permetti di farti prendere per il culo da chi ne sa meno di te!

I nativi digitali, la delusione del web

Paraculamolo: l'anti influencer

Paraculamolo in 12 supposteweb: l’anti influencer

Parlare ancora oggi di “gender” e di “web”, sembra assurdo e invece…. la differenza tra uomini e donne è sempre più palese, il web è fatto da donne che spesso sono anche imprenditrici per proprio conto o in associazioni, società, altre forme collaborative.

Gli uomini restano individualisti e legati alla competizione; non c’è un influencer che non si senta in competizione con i “mipiace” del suo diretto avversario. Non c’è uomo che non tenga alla sua “reputazione” online, spesso anche più della reputazione che ha in casa con sua moglie e con i figli.

Ormai sembra quasi che l’apparire sia sempre più il fattore di “ignoranza” che usa un espediente virulento e pericoloso come pochi: la vanità!

Quale donna non ne possiede? Apparire… il visual content dei social visuali come quelli fotografici; non bastava più FaceBook, è arrivato Instagram ed ecco che la competizione tra figlie e madri è possibile, tra compagne di classe, colleghe di lavoro che ogni mattina, immancabilmente, prima di iniziare a lavorare che fanno nei gruppi? Postano un selfie per contare quanti “mipiace” si riceve in più della collega in un solo giorno!

Conclusione:

Questo siete voi giovani? A questo volevate arrivare? L’illusione del mondo virtuale non è quello del reale, ormai siamo allo stesso identico livello. Le due realtà sono fuse assieme ed è allora allarmante vedere e capire quanto siate fuori luogo, impreparati e facilmente assoggettabili da “furbi” della rete.

Siete pronti a credere anche agli asini che volano, lo ha detto il famoso YouTuber… usa i tuoi 2 neuroni e renditi conto che se invece di seguire altri, fai ricerca, arriverai ad essere più importante di quanti dicono di fare!

 

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